ULTIM'ORA

Lo stile particolare delle canzoni di Enya

Era all’incirca la metà degli anni ’90, quando in Tv le rubriche di anteprima cinematografiche passavano il promo del film “My life – Questa mia vita”, che poi risale al 1993, un film drammatico con michael Keaton e Nicole Kidman. In sottofondo c’era una canzone dall’ambientamento molto mistico, fatta da arpa celtica e cori molto da accapponare la pelle. Quella canzone, scoprii dopo (allora non c’erano Shazam, nè Internet che facevano arrivare tutto subito ai propri occhi), era di un’artista irlandese, celtica per la precisione, di nome Enya. >La canzone s’intitolava Storms in Africa, e lo scoprii solo dopo qualche anno, quando i titoli li scoprivo dagli speaker e le canzoni di una certa età erano perle rare delle radio, senza che YouTube, DailyMotion o altri potessero darci la possibilità di ascoltarle quando volevamo.

Ma quella ovviamente non era l’unica canzone. Al secondo posto tra le mie preferenze sicuramente arriva unaltro tra i suoi pezzi più famosi: Carribbean Blue

Uno stile particolare, tanto che pure mia madre quando la sente non chiede “Chi canta quella roba lì?”, ma “Questo è un pezzo di Enya, vero?” Diciamo che sembra avere connotazioni “ecclesiastiche”, ma io la ritengo più un’artista xhe producendo pop celtico, è decisamente “per pochi”.

Nel 1998 acquistai dalla mitica Evi, a piazzale sagrato, quando ancora esponeva in vetrina le ultime uscite discografiche e non radiosveglie e smartphone, un cd raccolta dei suoi più grandi successi . Ebbi modo di conoscerla meglio, e di sentire altri pezzi, alcuni dei quali avevo già sentito in radio od accoppiati a qualche colonna sonora di documentario.

 

Leggendo poi la sua biografia su wikipedia, ho scoperto che il suo nome per esteso è Eithne Pádraigín Ní Bhraonáin, in gaelico, mentre in inglese è Enya Patricia Brennan, nata nel 1961, e faceva parte dei Clannad, un gruppo irlandese composto da fratelli, che doveva essere la cantante di “Moonlight shadow” di Mike Oldfield, ma rifiutò, che probabilmente avrebbe dovuto esserci nella colonna sonora del Titanic, e che non ha mai tenuto un concerto in vita sua, oltre che ad utilizzare anche lingue inventate nelle sue canzoni, dal suo paroliere Nick Ryan.

Ecco altri pezzi top della sua discografia:

La canzone con forse la maggiore spiritualità tra le sue è questa: diete il titolo all’omonimo album del 1995

Da menzionare anche questa, una tra le poche canzone di Enya ad essere utilizzata in altri brani.

Ed ora, spazio al mito.

Informazioni su diego80 (2310 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
Contatto: WebsiteFacebook

Rispondi

UA-76292238-1
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: