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Speciale riflessioni di calcio – Le magnifiche 20

 

Nonostante la tragedia del ponte di Genova e l’Italia se si interroga, dopo i due rinvii della prima giornata, se il calcio debba giocare ugualmente, come se fosse l’azienda che debba fare da cassa di risonanza agli avvenimenti luttuosi . Così si parte: sabato 18 agosto a Verona ci sarà il calcio d’inizio della serie A 2018/19, e sarà proprio la stella del campionato, Cristiano Ronaldo, ad inaugurare in casa Chievo il nuovo campionato. Un campionato che ha visto avvicinarsi altre stelle, da Modric a Marcelo, a Rabiot a Godin, ai mancati ritorni di Pogba, Vidal e Cavani, alla stella laziale Milinkovic-Savic, contesa da Juve e Milan e rimasta alla fine ai biancocelesti. Altre manovre importanti, come Higuain al Milan, Naiingolan e De Vrij all’Inter, Badelj e Acerbi alla Lazio, Gerson e Pjaca alla Fiorentina, Zapata e Pasalic all’Atalanta, ed alcuni ritorni come Pastore, Keita Balde, Vrsaliko, Gervinho, Criscito, Ekdal e Soriano. Il mercato in entrata si è chiuso alle 20 di venerdì 17 agosto, ovvero a 22 ore dal debutto del campionato (possibili solo operazioni in uscita fino al 31, ma solo verso campionati che possono ancora operare in entrata). Per gli arrivi last minute ovviamente ci vorrà ancora un po’ prima di essere a disposizione dell’allenatore, ma intanto parte il nuovo campionato, quello della fine delle esclusive sul digitale terrestre, quello del debutto delle esclusive web con Dazn, quello dei tre giorni di gare, quello dei blocchi fissi orari delle partite, delle gare serali che tornano alle 20,30, quello del turno di Santo Stefano, quello del mercato che chiude prima, quello dei prestiti con riscatto per l’anno dopo.

 

ATALANTA – L’asticella si è alzata. Due anni di fila in Europa, con un’estate segnata prima dalla grande gioia della promozione diretta ai gironi di Europa League, poi col ritorno nei preliminari, in cui finora ha stupito con le goleade di Sarajevo ed Haifa., ma poi la scena muta col Copenaghen ha fatto da prologo per l’addio amaro ai rigori ed un’Europa finita ad agosto.  La squadra è buona, anche se Gasperini avverte troppa pressione, tanto da dichiarare deludente il mercato, ma dagli addii scontati di Caldara e Spinazzola ed a quello di Cristante e Petagna sono arrivati Duvan Zapata, l’acquisto più caro della storia nerazzurra, e l’ex milanista Pasalic, oltre che l’attesa esplosione di Musa Barrow, che potrebbe essere l’arma in più. Curiosità su polacco Reca, mentre il parco giovani vede Pessina, Tumminello, Varnier e Valzania. Quanto potranno incidere sulla squadra è presto per dirlo, ma specialmente i primi due hanno ottime probabilità di girare nei titolari presto. All’ultimo anche l’arrivo dell’argentino Emiliano Rigoni e dell’iracheno Adnan, che desterà curiosità soprattutto nei tiri da fermo.

BOLOGNA – Da un ex milanista ad un altro: finita l’era Donadoni, si riparte con Pippo Inzaghi, che dopo l’avvio precoce al Milan ha preferito “formarsi” nel biennio a venezia. Superpippo ha perso pedine importanti come Verdi, Masina e Di Francesco, ma si affida a Diego Falcinelli, che dovrebbe essere un buon partner d’attacco per Mattia Destro, con la punta paraguayana Santander autentica scommessa. In porta agirà il polacco Skorupski, dopo lo scambio con Mirante con la Roma, mentre nel 3-5-2 di Inzaghi dovrebbe trovare posto l’esperto ex udinese Danilo come centrale, e si gioca buone carte anche Calabresi. In mezzo ci prova Mattiello, sulle fasce assieme a Dijks, colui che sogna di zittire i tifosi juventini allo Stadium, mentre è da svezzare la scommessa svedese Svanberg. Ma il rientro alla base del funambolico Okwonkwo potrebbe essere un’arma da sfruttare in corsa.

CAGLIARI – Dopo la soffertissima salvezza della passata stagione ci si affida a Rolando Maran, che stava rischiando di far retrocedere il Chievo, prima di essere licenziato a tre gare dal termine. Nessun big è stato sacrificato, e sono curiosi gli inserimenti degli ex nazionali croati Srna in difesa e Brdaric , il vice Modric, al centro. Altro colpo in difesa, il nazionale estone Klavan, arrivato dal Liverpool, primo giocatore di questa nazionalità a giocare in Italia . In mezzo conterà molto anche l’esperienza dell’argentino Castro, mentre davanti  gol dovrà farli Pavoletti, supportato da Farias e da Cerri (dopo l’ottima stagione in B a Perugia) o Joao Pedro.

CHIEVO – Il casino plusvalenze ancora in corso ha fatto rischiare grosso i clivensi, che rischiano pesanti sanzioni a campionato in corso (difficilmente però perderebbero la massima serie), che hanno confermato in panchina la bandiera D’Anna, dopo le tre vittorie salvezza nel finale dello scorso campionato. I colpi più importanti sono a centrocampo, con l’innesto del nigeriano Obi dal Torino, mentre in attacco, perso Inglese, potrebbe toccare al polacco Stepinski affiancato da Birsa e Giaccherini, ma potrebbe rendersi utile l’ex laziale Djordjevic, reduce però da troppa inattività. Curioso anche l’arrivo del figlio d’arte Burruchaga, che fa però la punta. In porta l’esperto Sorrentino avrà il fiato sul collo del croato ex Dinamo Zagabria Semper. In difesa, salutato il totem Dainelli può trovare spazio l’ex torinista Rossettini. Tra le perdite importanti, gli esperti Castro, Gobbi ed il rampante Bastien.

EMPOLI – Riconquistata subito la serie A a suon di record, ora per Andreazzoli sarà lieto il ritorno in serie A, dopo la non esaltante parentesi romanista nel 2013. Purtroppo la perdita del vice bomber dello scorso campionato, Donnarumma, è pesante, anche se a fianco di Ciccio Caputo, capocannoniere del campionato cadetto, ci sarà la sorpresa La Gumina, segnalatosi nel finale di stagione a Palermo. Arrivo dell’ultima ora anche il turco ex Roma Ucan, che potrebbe dare una svolta al settore centrale. In mezzo nomi nuovi con Acquah, ex Torino, e Capezzi, mentre dietro, i colpi sono gli ex milanisti Antonelli e Silvestre, con le scommesse Rasmussen e Mraz per l’attacco. In porta dovrebbe tornare Provedel dopo l’infortunio, con Fulignati, ex Palermo e Cesena, in ballottaggio con Terraciano.

FIORENTINA – Defraudati dall’Europa guadagnata “a tavolino”, i viola hanno allestito una buona squadra da consegnare a Pioli, dove sono stati confermati quasi tutti i big, ad eccezione di Badelj, che era in scadenza. Ci volevano giocatori per provare a ritornare in Europa, e gli arrivi della punta belga Mirallas e dei braisliani Gerson ed Edemilson puntano proprio su quello. Da rilanciare anche Pjaca, giunto dalla Juve dopo il prestito in Germania allo Schalke 04. A fianco di Chiesa e  Simeone il croato potrebbe giocarsi il posto con Thereau. In difesa toccherà a Ceccherini raccogliere la pesante eredità ed il ruolo che fu di capitan Astori. In porta toccherà a Lafont, proveniente dal Tolosa, dopo l’addio di Sportiello.

FROSINONE – I ciociari ritrovano la serie A dopo tre stagioni, dopo un avventuroso playoff col Palermo, riaffidandosi a Moreno Longo, debuttante per la massima serie. Squadra praticamente nuova per dieci undicesimi (l’unico che pare reduce dalla promozione nell’undici titolare sembra Maiello) e quindi un azzardo purissimo. A partire dalla porta, che sarà difesa da Sportiello, con Iacobucci come vice. alla difesa, in cui volti nuovi saranno nel terzetto il polacco Salamon, (o Cassata) Goldaniga, ex Sassuolo, e Capuano, ex Cagliari e Crotone. In mezzo sono stati inseriti l’islandese Hallfredsson e Crisetig nel mezzo, mentre laterali dovrebbero agire Zampano e Molinaro. In avanti, la coppia storica D. CiofaniDionisi (fermo fino a gennaio per infortunio) se la vedrà con i nuovi Perica e Joel Campbell, seconda punta costaricense a giocare in Italia dopo Medford a Foggia anni fa, mentre buon rincalzo sarà l’ex Primavera Inter Pinamonti.. Del nucleo storico hanno lasciato Russo, Crivello e Matteo Ciofani, mentre è stato ceduto anche il bomber Citro.

GENOA – Confermato Ballardini in panca, nonostante il finale indecoroso con quattro sconfitte di fila: i rossoblu devono ripartire con nuovi stimoli, e col solito mercato movimentato, che ha visto, oltre al solito nugolo di nuovi stranieri, anche il ritorno di Criscito in mezzo, dove giocherà anche l’interessantissimo centrale offensivo Sandro, segnalatosi positivamente nella mezza stagione a Benevento, a fianco dell’italo brasiliano Romulo, ex Verona, che non dovranno far rimpiangere Laxalt. Dietro i nomi nuovi sono quelli del turco/tedesco Gunter e di Lisandro Lopez, dopo la fugace apparizione all’Inter. In porta tocca a Marchetti, rilanciato dopo l’oblio laziale, con Radu e Vodisek come vice. In attacco, spazio a Pandev, e suo compagno dovrebbe essere il ceco Piatek, segnalatosi in Coppa Italia con il poker al Lecce. Come vice il funambolico ivoriano Kouamè, giunto dal Cittadella, e Medeiros, oltre alla scommessa juventina Favilli, bene segnalatosi nella tournèe americana con i campioni d’Italia. Tra i nomi nuovi, anche quelli del difensore Lakicevic e del centrale Rolon. Ne sentiremo parlare?

INTER – Una campagna acquisti sontuosa, per salutare il ritorno in Champions dopo sei anni, per consegnare a Spalletti una squadra al top. Alcuni sogni estivi, come Modric e Vidal, sono rimasti tali, ma la squadra è egualmente competitiva. Difesa nuova di zecca, con De Vrij già tattato alla fine dello scorso campionato, e con Vrsaliko ed Asamoah sulle fasce. Al centro il boom è Nainngolan, mentre attacco super col capocannoniere Icardi che sarà affiancato da Perisic e Lautaro Martinez, ben segnalatosi nei test estivi. Keita Balde potrebbe fare da supporto nel centrocampo offensivo di Spalletti, che usa un 4-2-3-1. Come trequartista è arrivato Politano, esploso al Sassuolo e destinato, sembrava, al Napoli.

JUVENTUS–  Con gli acquisti che si ritrova, vincere solo l’ennesimo double italiano potrebbe dire delusione: l’obiettivo dichiarato è quella Champions che il club insegue da 22 anni, e che per la quale ha scomodato persino CR7, che nei primi giorni di luglio è diventato da sogno impossibile a certezza assoluta. Nonostante i 33 anni Ronaldo ha ancora voglia di rimettersi in discussione (“Avrei potuto andare in Cina, invece eccomi qua” ha dichiarato nella presentazione del 16 luglio). Oltre a lui, ecco l’imprevedibile ritorno di Bonucci al centro della difesa, ricostituendo quella BBC smembrata solo l’estate scorsa, accolto non troppo calorosamente da gran parte della tifoseria. Per loro, la Juve ha rinunciato alla promessa Caldara, appena arrivata dall’Atalanta ed a Higuain, che da acquisto bomba di due estati fa è passato a peso ingombrante. Ma la squadra è mostruosa, con gli innesti anche di Cancelo ed Emre Can, resistendo a cessioni illustri (Pjanic, A.Sandro, Rugani) ed altri sogni come Milinkovic-Savic, Pogba, Marcelo e Rabiot. Il primo anno dopo 17 senza il totem Buffon tra i pali: il titolare pare Szcezcny, ma occhio al rampante Perin arrivato dal Genoa. Ed il primo anno senza la bandiera Marchisio, che ha rescisso proprio l’ultimo giorno di mercato. Addio anche a Lichtsteiner, altro eroe dei sette scudetti, ed Asamoah, fermo invece a “soli” sei. La novità della squadra B che giocherà in serie C potrebbe aprire interessanti alternative pr il futuro. Manca un centravanti purissimo, ma potrebbe adattarsi Mandzukic o, perchè no, Dybala. Ed è rimasto  il funambolico Kean.

LAZIO – Persi i big De Vrij e Felipe Anderson, tutta l’estate si è retta la telenovela su Milinkovic-Savic, che poi è rimasto. La lazio di Simone Inzaghi riparte dall’Europa League, con la Champions persa negli ultimi minuti dell’ultima giornata,  e da una squadra che è stata poco modificata dal mercato, se non per gli arrivi di Acerbi dietro che coprirà il posto dell’olandese, e di Badelj in mezzo. Altro arrivo quello del nazionale danese Durmisi per la difesa, poi il mercato si è basato solo su ritorni di prestiti minori. Al resto ci penseranno Immobile e Luis Alberto.

MILAN – Il Tas di Losanna che ha restituito l’Europa diretta  e l’arrivo di Elliot e di Leonardo in dirigenza ha drasticamente cambiato l’estate milanista, fino ad allora nell’incertezza societaria più assoluta. Fin lì mercato bloccato, solo pochi ingressi in prestito, poi i mega affare con la Juve col ritorno di Bonucci in bianconero e gli arrivi di Higuain e Caldara han cambiato la dimensione. In porta Reina era stato preso in ottica di una possibile cessione di Donnarumma, poi non concretizzata. La difesa, linea verde con lo stesso Caldara, Romagnoli, Calabria e Conti, quando rientrerà. In più sono arrivati Strinic e Laxalt .In mezzo pochi innesti, se non lo slavo Halilovic. Davanti, con le cessioni di Andre Silva, Kalinic e Bacca, la società si è cautelata con l’arrivo dello spagnolo Castillejo. E l’eventuale ombra di Conte su Gattuso non dovrà turbare l’ambiente.

NAPOLI – Il vero top player sarà Ancelotti, tornato dopo sei anni su una panchina italiana. Ci si aspettava un mercato all’altezza delle richieste dell’allenatore, invece è stata confermata in blocco la squadra dei 91 punti, senza attaccare i vari Cavani e Vidal di turno: gli unici sussulti sono per gli arrivi di Fabian Ruiz e Younes, tutto quì. In porta un vero calvario: lasciato andare Reina, si è preso Meret, subito infortunato, quindi l’altro ex udinese Karnezis, che non ha convinto, quindi si è andati sul nazionale colombiano Ospina. Tutto uguale con i soliti nomi, più l’aggiunta di Verdi, mentre Inglese e Ciciretti sono stati mandati nuovamente a Parma.

PARMA – Il ritorno in serie A dopo tre anni è stato segito da una estate difficile con il caso Sms di Calaiò e la penalizzazione di cinque punti poi annullata. La precoce uscita di scena dalla Coppa italia col Pisa ha obbligato ad intervenire soprattutto in attacco. Ma D’Aversa, al debutto nella massima serie, riparte con una squadra ritoccata in ogni reparto, per provare a fare bene in una serie riconquistata dopo il fallimento del 2015 e la tripla promozione. La collaborazione col Napoli ha portato Sepe tra i pali,  Grassi  in mezzo e mantenuto Ciciretti e Dezi, oltre che ad Inglese davanti, che potrebbe trovare un compagno ideale nell’ex romanista Gervinho, convinto dal progetto emiliano. Il reparto avanzato sarà molto sovraffollato, essendoci anche Calaiò, squalificato però fino a fine anno, Ceravolo, Da Cruz , Siligardi, il ritorno di Biabiany ed il giovane Sprocati, esploso a Salerno. In porta, sempre da Napoli, arriva Sepe, nella difesa a 4, orfana di Lucarelli ritiratosi,  il volto nuovi sono del cavallo di ritorno Gobbi, l’esperto Bruno Alves, ex Cagliari, e giovani come gli interisti Dimarco e Bastoni. In mezzo la novità è l’ex genoano Luca Rigoni, mentre potrà esserci spazio anche per lo sloveno Stulac, rivelazione a Venezia, o il rilancio dell’ex cagliaritano Deiola.

ROMA – Molti investimenti sia in uscita che in entrata: la nuova Roma di Di Francesco correrà su tre fronti con nuovi volti: via Allison, Nainngolan e Gerson, tra i pali toccherà al nazionale svedese Olsen, con Mirante come vice. In difesa dovrebbe cambiare poco o nulla nello schema ideale, seppur con gli arrivi di Bianda, Marcano e Santon. In mezzo, a raccogliere l’eredità del belga ci sarà Pastore, al suo ritorno in Italia, mentre a fianco agirà lo stantuffo Nzonzi, assieme a Pellegrini o Strootman. Attacco di qualità tutto riconfermato, al quale si sono aggiunti Kluivert jr e Zaniolo. Non sarà forse da scudetto, ma può lottare.

SAMPDORIA–  Molti cambiamenti in rosa per provare anche ad assaltare l’Europa sfuggita la passata stagione in primavera dopo che fu alla portata per due terzi di stagione. In porta, salutato Viviano, prova di maturità per Audero dopo la positiva annata veneziana, con l’ex Napoli Rafael a fare da chioccia, in difesa ecco Tonelli ed il gambiano Colley, nuova coppia di centrali, ed il portoghese Tavares.  in mezzo diversi inserimenti, da Saponara a Jankto, ad Ekdal, a Peeters, a Ronaldo Vieira, ai giovani Rolando e Furlan, in un reparto che non avrà più Torreira, andato all’Arsenal. Davanti, perso Zapata e quasi preso Zaza, è arrivato Defrel dopo una lunga trattativa, ma dovrà essere quello del Sassuolo, non quello di Roma, e comunque si giocherà il posto col rampante Kownacki a fianco di Quagliarella.

SASSUOLO – In panchina ci prova De Zerbi, dopo la grazia dalla squalifica ai tempi del Foggia. La buona stagione a Benevento ha convinto la dirigenza e così il Sassuolo, che al via partirà senza Politano, Acerbi e Missiroli, si affida a l’ex veronese Ferrari per sostituirlo (occhio anche al rampante Magnani, dalla Juve via Perugia). Si segnala anche il brasiliano Marlon. A centrocampo il nome nuovo è Locatelli, arrivato dal Milan, mentre l’attacco, confermati Berardi e Babacar, ecco il grande ritorno di Boateng, che nei test estivi ed in Coppa italia ha dimostrato di essere ancora in forma, e Di Francesco, che va nella piazza che rese celebre da allenatore il padre, col giovane Brignola e Djuricic, allenati da De Zerbi a Benevento, come alternative, con un certo Matri.

SPAL – Dopo la risicata salvezza della passata stagione era necessario intervenire su una squadra da consegnare a Semplici che ha fatto parecchia fatica a concludere, e perdere elementi come Meret, Salamon e Grassi tuttavia pesa. In avanti è arrivato Petagna ad infoltire le presenze ex atalantine nel reparto. In difesa il colpo è lo svizzero-ivoriano Djorou, ance se sulla sua tenuta fisica ci sono dubbi: ecco allora il ritorno di Bonifazi, già vanamete cercato al Torino la passata stagione. Tra i pali, il Milinkovic-Savic meno celebre se la giocherà con Gomis, reduce dal mondiale da spettatore col Senegal. In mezzo ecco Valdifiori, Fares e Missiroli, mentre potrebbe esserci spazio anche per l’ex veronese Valoti, senza scordare il califfo Viviani. Davanti però sarà impossibile rinunciare alla sicurezza Antenucci anche quest’anno. Occhio anche al rampante Moncini, buona stagione a Cesena.

TORINO– Buona squadra con piccole ambizioni europee, dopo essersi ormai stabilizzata nella parte sinistra della classifica e rimanere fuori dal giro europeo per non molto. Mazzarri, riconfermato in panca, avrà una squadra buona: in porta, Rosati sarà il vice di Sirigu, in difesa il nuovo nome è Izzo dal Genoa, mentre c’è pure il ritorno di Ajeti, dopo il prestito a Crotone,oltre che al brasiliano Bremer , persi il totem Molinaro ed il giovane Barreca, finito al Monaco. In mezzo ecco il ritorno di Soriano, nel folto centrocampo granata, in cui potrebbe entrare anche Meitè, dopo le rinunce ad Acquah ed Obi. Davanti, assieme al gallo Belotti dovrebbe esserci Zaza, strappato alla Samp e preso nell’ottica di sostituire Niang, poi rimasto, in Un reparto che vede anche il moldavo Damascan ed il ritorno di Parigini tra i volti nuovi.  Senza contare Edera, su cui la proprietà crede molto.

UDINESE – Dopo i patimenti della passata stagione si riparte con una scommessa in panchina: il 37enne Velasquez, unico tecnico straniero della serie A, nonchè il più giovane, da Salamanca, non certo un grande nome. Il tecnico spagnolo adotta un 4-2-3-1, e sarà un incognita completa la squadra: i pali saranno difesi dall’argentino Musso, con l’ex veronese Nicolas come rincalzo assieme a Scuffet mentre nuovi nomi stranieri catalizzeranno l’attenzione, come l’altro argentino Pussetto, che dovrà sostituire Jantko, mentre davanti Lasagna dovrebbe essere affiancato dall’enigmatico polacco Teodorczyk, visti gli addii di Maxi Lopez e Perica. In difesa, ecco il nazionale nigeriano Trost-Ekong e il nuovo olandese Ter Avest. Tra i nomi nuovi italiani, ecco Mandragora e D’Alessandro per dare sostanza al centrocampo. Un mix di sconosciuti, allenatore compreso, giovani e riconfermati (De Paul e Barak soprattutto)..difficile sperare in qualcosa di più di una salvezza affannosa. L’elimininazione dalla Coppa italia per mano del Benevento ha già acceso degli allarmi.

 

Informazioni su diego80 (2317 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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