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I monaci di Monza

Cosa puoi chiedere di più dalla vita, o dalle vite, quando ne hai spese almeno quattro tra imprenditoria, televisione, sport e politica? A Silvio Berlusconi non mancherebbe proprio nulla, se non godersi la sua pensione dorata in compagnia della sua Francesca. Mollato il Milan, mollata Mediaset, di cui resta parte attiva il figlio Piersilvio, mollata da tempo l’editoria, in politica resta una presenza “fantasma”, l’eterno ragazzo si è buttato in una nuova impresa: tornando in uno dei suoi amori, il calcio, si è acquistato per intero il Monza, che in questo periodo sta comandando il proprio girone di serie C, e sogna un ritorno in serie B che manca dal 2001, dopo aver passato un fallimento nel 2004 ed una radiazione nel 2015. Ritrovata l’anno scorso la serie C, ora con Berlusconi il sogno di ritrovare la serie cadetta e magari quella serie A che il club brianzolo sfiorò diverse volte a fine degli anni ’70 senza mai riuscirci. In un’epoca in cui holding straniere stanno mettendo sempre più piede in Italia (le proprietà estere delle milanesi, della Roma, del Bologna, del Parma e del Venezia) tra cinesi, malesi, americani e canadesi, il cavaliere, assieme al fido Galliani mantiene il vecchio calcio romantico dei presidenti proprietari intrisi di passione, aziendalismo  e fatturato. Dal nulla si costruisce un impero, e chi meglio di lui ce lo ha dimostrato? Nel 1987 prese un Milan che faticava ad emergere a cinque anni dal doppio inferno della serie B, il primo macchiato dal calcioscommesse, e lo rese il club più vincente in Europa e del mondo, grazie anche al pragmatico ed alla competenza di uomini come Arrigo Sacchi, Fabio Capello e Carlo Ancelotti, e di campioni di livello assoluto come i tre olandesi, Sebastiano Rossi, Paolo Maldini, Franco Baresi, Andrij Shevcenko ed Andrea Pirlo. Adesso ci riprova col Monza, squadra che già fu una sorta di “satellite” del Milan negli anni Novanta, diventando una sorta di “seconda squadra” dove far crescere i giovani del vivaio rossonero, o giovani virgulti esotici pescati dalla casa made, quali ad esempio Dario Smoje, Drazen Bnrcic, Marko Topic, Mohammed Aliyu e persino Zizi Roberts, l’amico del cuore di George Weah, tutti protagonisti di non certo sfavillanti carriere.

Valentino Giambelli, storico patron del Monza per ben 19 anni, gestione in assoluto più duratura del club brianzolo.

Il Monza, è stato anche una fucina di talenti e calciatori affermatisi in serie A. Quì sono cresciuti Cristian Abbiati e Pierluigi Casiraghi, ha fatto i primi passi il francese Patrice Evra, sono stati lanciati Francesco Antonioli,  Billy Costacurta, Maurizio Ganz, Gigi Di Biagio, Marco Branca, Claudio e Patrizio Sala, Evaristo Beccalossi, Giovannino Stroppa, il “Giaguaro” Castellini, Felice Pulici, Ariedo Braida, Daniele Massaro  e Paolo Monelli, tanto er citare alcuni della “hall of fame”, presente nel sito del club. Ha avuto allenatori del calibro di Pietro Rava, Luigi Radice, Alfredo Magni, Pierluigi Frosio, Franco Varrella, Gaetano Salvemini e Giuliano Sonzogni. Attualmente alla guida c’è Marco Zaffaroni, ex difensore del cub nel periodo 2004-2008, sulla panchina dal 2016. E come dimenticare la gestione di Valentino Giambelli, al timone dal 1980 al 1999? Di sicuro il periodo più glorioso del club, al pari del periodo di giovanni cappelletti, dal 1972 al 1980, in cui la squadra arrivò a giocarsi la serie A, ottenendo dal 1977 al 1980 due quarti posti (perdendo lo spareggio col Pescara nel 1989) e due quinti posti. Tra i giocatori di rilievo dell’attuale rosa, spiccano due brasiliani:  Reginaldo, ex Udinese, Fiorentina e Treviso in serie A, e l’attaccante Jefferson, in B con Frosinone, Latina e  Livorno. Ora con Berlusconi il sogno di una grandezza negli anni passato solo sfiorata sembra tornare d’attualità, e se ce l’hanno fatta piccoli club come Benevento, Carpi e Frosinone, sicuramente anche i rossi brianzoli, reduci da ben 38 campionati di serie B, possono sperare in quel salto in alto davvero tanto ambito. C’è l’uomo dei cento trofei e dalle mille vite: e si sa, quando si tratta di Berlusconi, c’è sempre posto per altre vite.

 

Informazioni su diego80 (2325 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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