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Oggi smetto. L’ultima follia di Fantantonio

Ha trascorso gli ultimi due anni a cercarsi una squadra ideale alle sue caratteristiche. Poi nell’estate 2017 fu convinto dal Verona neopromosso in serie A, che anche per tirar su un po’ di abbonamenti, ingaggiò lui ed un’altra vecchia gloria come Cerci. Pochi giorni di allenamento, poi la decisione di rompere col club per mancanza di stimoli, salvo poi ripensarci e chiudere di nuovo. Passata tutta la stagione 2017/2018 tra dichiarazioni, indecisioni  e sogni di rock’n roll, con la fine dell’estate 2018 le nebbie che avvolgevano il suoi destino sembravano diradarsi: rifiutato il Monza del neo patron Berlusconi, in quanto si sentiva ancora un giocatore da serie A, Cassano sembra convinto della chiamata della Virtus Entella, squadra retrocessa dalla serie B, ma che ha ancora una pendenza in ballo di ripescaggio per cui non sta giocando in nessuna serie professionistica in attesa di sapere il proprio destino. Ebbene, Cassano sembra entusiasta di questa nuova avventura, nonostante il club non sia propriamente da serie A com lui ancora si sentiva. Dopo pochi giorni d’allenamento, quando la firma al nuovo contratto sembrava vicina, l’ultimo colpo di scena; Cassano il 13 ottobre 2018 dice che è giunto il momento di dire basta, a 35 anni, anche se di fatto l’ultima stagione agonistica giocata resta quella del 2015/2016 con la Sampdoria, e l’ultima gara giocata quel derby perso 0-3 l’8 maggio 2016, saltando poi l’ultima per gastrointerite contro quella Juve che ha orgogliosamente dichiarato di aver rifiutato più volte.

 

Nato nella Bari Vecchia il 12 luglio 1982, il giorno dopo il trionfo azzurro di Madrid, arriva precocemente al calcio dei grandi: il 18 dicembre 1999 è una data importante: dopo aver esordito in serie A la settimana precedente in un derby col Lecce perso 1-0, cassano nella partita Bari-Inter segna il suo primo gol in serie A al termine di una ubriacante azione personale che consente ai pugliesi di vincere per 2-1. Nella gara dei baby prodigi (a segno anche il baby nigeriano Enninnaya che però non avrà egual carriera) quella partita segna il lancio della carriera del giovanotto di Bari Vecchia. Chiuse l’annata segnando altri due gol ed anche nell’annata 2000/2001 ne fece altri tre. Tanto da convincere la Roma neocampione d’italia ad ingaggiarlo nell’estate 2001, strappandolo alla Juve per una cifra enorme per un 19enne; 60 miliardi. Cassano per un po’ è trascinatore dell’attacco giallorosso, gioca buone partite ed offre grandi prestazioni, che gli spalancano anche le porte della nazionale. Sicuramente l’anno migliore è il 2004, con la doppietta alla Juve nello storico 4-0 e l’Europeo disputato con gol inutile alla Bulgaria e pianto finale alla notizia dell’eliminazione che causò un po’ di tenerezza generale. Nel gennaio 2006. rotto il rapporto con i romanisti, stanchi ormai di lui e delle sue “cassanate”, si accasa al Real, dove però è solo uno dei tanti, seppur vinca una Liga. Cassano così tOrna in Italia, ed il Real lo manda in prestito alla Sampdoria nell’estate 2007. La buona stagione, segnando 10 gol in 22 gare, convincono i blucerchiati a riscattarlo definitivamente. Ancora grande anche l’annata 2008/2009, con 12 gol segnati e finale di coppa italia, costituendo una coppia gol fenomenale con Giampaolo Pazzini. Altra buona stagione quella del 2009/2010, con 9 gol e qualificazione Champions, svanita poi nel preliminare col Werder Brema. Il rapporto di Cassano, fin lì idilliaco, col presidente Garrone si deteriora, e nel gennaio 2011, dopo tre mesi senza stipendio,  viene ceduto al Milan (con Pazzini che passa ne frattempo all’inter), e senza la coppia gol, la Samp piomba in B. Al Milan è presenza marginale nella vittoria dello scudetto, poi la seconda stagione è caratterizzata dal problema cardiaco-cerebrale (un’attacco ischemico) che limiterà di molto la sua esperienza in rossonero. Nell’agosto 2012 passa all’altra sponda milanese, in uno scambio proprio con Pazzini, suo ex compagno alla Sampdoria. Gioca una sola stagione, neppure disprezzabile, in nerazzurro, segnando 9 gol, poi l’estate successiva passa al Parma: dopo un’ottima prima stagione in cui realizza 12 reti, nella stagione 2014/2015 si imbatte nei problemi societari della squadra, e nel gennaio 2015 rescinde il contratto abbandonando la nave che affonda, restando svincolato fino al termine dell’annata. Ritorna l’estate successiva alla Sampdoria, da lui definita “un amore mai finito”, tanto da ridursi lo stipendio. Purtroppo non è tutto rose e fiori neppure stavolta: solo due reti complessive, poi nel luglio 2016 Ferreo gli propone un ruolo da dirigente per invitarlo cordialmente a “mettersi da parte”, ma Cassano rifiuta e viene messo fuori rosa, rescindendo definitivamente nel gennaio successivo. Fino alla corte del Verona, dove avrebbe ritrovato il suo compagno del gol Pazzini, prima accettata, poi rifiutata, poi di nuovo accettata, quindi di nuovo rifiutata. In nazionale ha disputato tre europei, giungendo in finale nell’edizione 2012, ed un mondiale, quello del 2014.

Capitolo a parte meritano le sue “cassanate”, un termine ormai diventato di uso comune” le sue marachelle ed i suoi comportamenti un po’ fuori dalle regole che ne hanno contraddistinto il personaggio e l’uomo. Quì attingiamo da wikipedia nella sua meticolosa ricerca.

Una delle prime avvenne nel 2001, quando il tecnico Claudio Gentile lo lasciò in panchina per tutta la durata dell’incontro Under-21 Italia-Romania: il giorno successivo Cassano abbandonò il ritiro della squadra.[135] Trasferitosi alla Roma, si rese protagonista di una serie di insulti all’arbitro Roberto Rosetti, a cui rivolse anche il gesto delle corna, dopo l’espulsione ricevuta nel corso della finale di Coppa Italia 2002-2003.[108][137]

Nel 2006, al Real Madrid, fu inquadrato da una emittente televisiva spagnola durante una sua imitazione, a mo’ di presa in giro, del proprio allenatore Fabio Capello: da quel giorno cessò di giocare con continuità.[135] Nel 2008, dopo essere stato espulso per proteste dall’arbitro Nicola Pierpaoli all’87º minuto della partita Sampdoria-Torino, Cassano rivolse minacce allo stesso arbitro, a cui lanciò contro anche la propria maglietta di gioco.[135][138] Questo episodio gli costò 5 giornate di squalifica con diffida e una multa di 15 000 euro.[139] Durante la stagione successiva litigò sia con il proprio allenatore Luigi Delneri (che lo escluse dalla rosa per sei partite),[140] sia con il presidente della Sampdoria Riccardo Garrone.[135] Proprio quest’ultimo diverbio gli costò l’essere messo fuori rosa ed il dimezzamento dello stipendio.[58] Per la gravità dell’accaduto, lo stesso Garrone dichiarò che il giocatore non avrebbe più indossato la maglia della Sampdoria;[141] Cassano venne ceduto dopo poco tempo al Milan.

Nel luglio 2012 è stato sanzionato dalla UEFA con una multa di 15 000 euro, per aver rilasciato “dichiarazioni discriminatorie alla stampa” (in violazione dell’articolo 11 bis del Regolamento disciplinare UEFA)[142] nei confronti di eventuali giocatori omosessuali presenti in rosa.[135]

Nel marzo 2013 ha un violento litigio con il suo allenatore all’Inter, Stramaccioni, la cui conseguenza per il giocatore è il venire messo fuori rosa (oltre a una multa da 40 000 euro)[143]. L’8 maggio 2016, alla fine del derby di Genova perso per 3 a 0, ha una discussione accesa con l’avvocato Antonio Romei, braccio destro del presidente blucerchiato Massimo Ferrero, che porta all’invio da parte della società di una lettera di licenziamento che viene però poco dopo stracciata da parte della stessa[144].

Nell’estate dello stesso anno la Samp propone a Cassano la risoluzione anticipata del rapporto di lavoro, ma egli si oppone preferendo restare a Genova, anche se fuori rosa, piuttosto che trasferirsi in altri club[145]. Le parti concludono la vicenda con una successiva risoluzione consensuale del contratto[146]. In quella del 2017, il giocatore – mentre è in ritiro con il Verona – annuncia improvvisamente l’intenzione di volere lasciare l’attività, salvo tornare sui suoi passi a poche ore di distanza[143]; ma Cassano, dieci giorni dopo, rescinde comunque il contratto che lo legava alla società veneta[147].

 

Insomma Cassano nel bene o nel male ha sempre fatto notizia, e pazienza se nella sua vita italiana ha vinto solo uno scudetto e due supercoppe italiane (una senza giocare), più una Liga. A detta sua poteva essere anche da Pallone d’Oro: A Bari, Roma e Genova di sicuro gli anni migliori, a Milano e Parma fu frenato da altri fattori, a Madrid non ci mise la testa. La stessa che ha dichiarato di non aver più per allenarsi il giorno che ha detto stop. Salvo ripensamenti, perchè da lui c’è da aspettarsi di tutto. Mica detto che sia finita quì….

Informazioni su diego80 (2331 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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