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“Lo racconterò ai nipotini: ho visto CR7 crollare a Bergamo”

Costa fatica per un tifoso juventino scrivere queste due righe. Ma ci stanno, il giorno dopo una serata storta per la mia squadra, ma storica per il calcio bergamasco. Coppa italia, il trofeo che la Juve aveva da quattro stagioni, definito più una “ciliegina” col regolamento da cambiare perchè ” si affrontano sempre quelle e le piccole escono prima”.

Atalanta-Juventus 3-0. Sembra fantascienza, la miglior partita di una playstation, un sogno segretamente tenuto nascosto per anni e decenni. Invece è realtà. In anni di trasferte a Bergamo, mai avevo vissuto una caduta simile nella mia terra, soprattutto non mi sarei mai aspettato un tonfo del genere da una squadra che aveva Cristiano Ronaldo in campo. Sìssignori, proprio lui, cierresette, colui che ha vinto cinque palloni d’oro e cinque Champions, colui che in Italia non aveva mai perso, punto cardine di una Juve che sta ammazzando il campionato ce che in Italia detta legge dal 2012. Eppure è accaduto. L’Atalanta operaia di Gasperini, partito proprio dalle giovanili bianconere, ha dato una lezione di gioco e di grinta alla prima della classe, mentre essa perdeva i pezzi in difesa e non reggeva l’urto della scatenata banda orobica, mai come quest’anno così propensa per il gol e lo spettacolo. Tre a zero, mica noccioline, col solito timbro di Duvan Zapata, il colombiano acquisto più caro della storia atalantina, che segna come un forsennato da 10 partite di fila tra campionato e coppa, che vede la porta come pochi, che in campionato ha fatto gli stessi gol di CR7 ma con qualche rigore in meno, che ha aprofittato degli errori della retroguardia bianconera facendola a fette. Ora il sogno si chiama Coppa Italia, le semifinali con la bestia viola che spezzò nel lontano 1996 il sogno in finale, e che l’Atalanta non batte da un bel po’. Resta il sogno di un club che può emulare il Vicenza di Guidolin degli anni 1997-1998, di un club che da tre stagioni sta regalando ai propri tifosi delle soddisfazioni enormi.

E la Juve? Personalmente mi ricordo le due precedenti eliminazioni: nel 1995 in una gara secca a Bergamo risolse Fabio Gallo a 3′ dai rigori. Nel 2005 le due famose serate di Andrea Lazzari, cinque gol alla Juve tra andata e ritorno, effimera soddisfazione di un’annata che si chiuse con l’ultimo posto in serie A. Dopo loro, Castagne e Zapata hanno fatto rivivere l’incubo. In campionato la sconfitta a Bergamo manca dal 3 febbraio 2001, 2-1, ma nelle ultime tre stagioni l’Atalanta ha interrotto la lunga serie di sconfitte, ottenendo tre pareggi per 2-2, ultimo quello del 26 dicembre scorso.

Comunque vada la stagione per entrambe, resterà nella memoria quella serata di mercoledì 30 gennaio 2019. Quando il gigante Golia crollò in una fredda serata orobica al cospetto del piccolo e vivace Davide spinto da un assatanato colombiano. La Juve che abdica dopo quattro anni, eliminata dopo cinque anni. A volte la storia cambia il copione, chissà se arriverà alla fine.  Però memorabile la sera in cui CR7 cadde per la prima volta in italia. Meritatamente e senza appello, contro chi ha dimostrato che la voglia batte il denaro ed il potere. Non sempre, ma a volte succede.

Informazioni su diego80 (2352 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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