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Meritava o no? Basta che se ne parli

L’edizione 2019, la numero 69 del Festival di Sanremo se ne va in archivio col “colpo di scena” finale: il successo del rapper italo egiziano Mahmood, un semi sconosciuto che vince con “Soldi”, una moderna cantilena dedicata al padre ed alla sua infanzia difficile, che ha preceduto il favoritissimo Ultimo, che ha sfiorato il bis Campioni/Giovani, come fece Gabbani nel 2017, ed il trio de Il Volo, terzo dopo la vittoria conseguita nel 2015.

Una vittoria che ha spiazzato tutti, anche perchè il giovanotto, che insieme ad Einar veniva dalla selezione Sanremo Giovani, andata in onda su Rai 1 il 20 e 21 dicembre 2018. Quest’anno, la selezione di categoria svoltasi a dicembre  ha sostituito la vera categoria del Festival, che si è svolta in un unica categoria con tutti i 24 cantanti. Mahmood ha quasi emulato Annalisa Minetti, che nel 1998 vinse in due serate categoria Giovani e quella Big, grazie ad una scorciatoia del regolamento che permetteva ai primi tre classificati di accedere direttamente alla finalissima. Una rivolta popolare in sala, con fischi ad accogliere i verdetti, dopo la “bocciatura” dei favoriti Simone Cristicchi, Loredana Bertè, Daniele Silvestri ed Irama, la polemica di Ultimo, secondo classificato, in sala stampa, il fondo classifica per big come Paola Turci, Francesco Renga e Nek. Insomma, non è andata come tutti volevano, o forse come pochissimi speravano. Ma come può aver trionfato, visto che per il televoto Ultimo era largamente in testa e lui risultava terzo? Con un ribaltamento della giuria di qualità e della sala stampa, che pare aver sovvertito i voti degli italiani. Ma se davvero il televoto contava, come mai la Bertè quarta, Cristicchi quinto, Silvestri sesto ed irama settimo? Perchè Nek rilegato al 19mo posto? Di certo la vittoria sembra costruita apposta per far discutere, per fr emergere i razzisti ed i difensori del “sempre e comunque”, chi come al solito la butta in politica o chi vede i soliti insani complotti. Di certo l’esito finale è sicuramente uno stimolo anche per chi il Festival non l’ha visto e si ritrova improvvisamente “indignato”. Insomma, basta che se ne parli, e lanciamo la provocazione del vincitore di etnia diversa.

MA CHI è MAHMOOD? – Innanzitutto, Mahmood è il cognome. Di nome fa Alessandro, è nato il 12 settembre 1992 a Milano da padre egiziano e madre sarda. Venne eliminato nell’edizione 2012 di X Factor, poi col successo nel 2015, nella sezione Area Sanremo, ottiene il diritto di partecipare nel 2016 alle Nuove Proposte, in cui si classifica quarto, col brano “Dimentica”, dietro a Francesco Gabbani ed Ermal Meta, che lo hanno preceduto negli anni precedenti alla vittoria nel festival. Il successo nella serata di Sanremo Giovani del 21 dicembre lo ha proiettato ad occupare l’ultimo dei due posti disponibili per completare i Big di Sanremo 2019, dove ha sbaragliato la concorrenza.

COSA RESTA DI SANREMO?-Calo di ascolti rispetto all’edizione 2018, ma era naturale una caduta dopo il boom dell’anno scorso: il trio Baglioni-Bisio-Raffaele (accompagnato nelle ultime due sere dalle belle Anna Foglietta e Melissa Greta Marchetto), dopo le ingessature della serata d’esordio, hanno provato a rendere più scorrevole lo spettacolo con gag e duetti (ricorderemo le partecipazioni di Ligabue, Antonello Venditti, Giorgia, Elisa ed Eros Ramazzotti, col cantante di Despacito Luis Fonsi), anche se 24 cantanti in una sola sera forse sono un po’ troppi. E poi i duetti da brivido di Ermal Meta con Simone Cristicchi, di Fabrizio Moro con Ultimo e di Irene Grandi con Loredana Bertè. Le polemiche sulla canzone “politicamente scorretta” di tale Achille Lauro, la curiosa partecipazione indie di Zen Circus ed Ex-Otago, i pronostici di Salvini. Ma ora inizia l’Altro festival, quello delle vendite e dei passaggi radiofonici, quello della celebrità o dell’oblio, in cui le classifiche possono ribaltarsi o confermarsi. Capiremo quali canzoni resteranno impresse fino alle porte dell’estate e quali reggeranno la scena anche al di fuori dell’ambiente dell’Ariston.

Ultimo, ritenuto probabile vincitore, in extremis si è dovuto accontentare, pur tra molte polemiche, del secondo posto. Vinse l’anno scorso tra i giovani.

C’è anche Gianna Nannini tra gli autori del brano dei tre tenori, terzi dopo il successo di quattro anni fa.

Quarto posto per Loredana Bertè, ritenuta almeno da podio con un brano energico scritto da Gaetano Curreri degli Stadio.

Solo quinto Simone Cristicchi, ritenuto un possibile vincitore per il suo inno alla vita.

Sesto posto per daniele Silvestri, canzone che aveva i favori per via della tematica forte come il carcere.

Settimo posto per il rapper Irama, che portava un misto tra rap e gospel, parlando della violenza sulle donne.

 

 

Informazioni su diego80 (2349 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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