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Come se dighèla la Champions en bergamàsch?

Sono le 22,30 passate da poco del 26 maggio 2019, in una serata uggiosa in uno stadio emiliano. Mapei Stadium, Reggio Emilia. L’Atalanta è nell’insolito ruolo di squadra padrona di casa sul campo degli ospiti, che in realtà hanno sede nella cittadina in provincia di Modena nota per aver dato i natali al cantante Nek.

L’arbitro Doveri fischia la fine del match col Sassuolo: finisce 3-1, risultato che sancisce due storici traguardi per l’Atalanta: il terzo posto ma soprattutto, la qualificazione alla Champions League per la prima volta nella sua storia. Sul podio, dietro a Juve e Napoli, a pari punti con l’Inter, ma avanti per gli scontri diretti, davanti a Milan e Roma. A coronamento di una stagione fantastica, che l’ha vista anche in finale di Coppa Italia, dove avrebbe potuto rinverdire i fasti di una vittoria di un lontano 1963., l’Atalanta di Gasperini completa un triennio fantastico, col quarto posto del 2017 con annesso ritorno in Europa, il settimo ed altra qualificazione europea del 2018. L’Atalanta sta un po’ ripercorrendo i fasti dell’Udinese del periodo 2010/2014, grazie anche ad una squadra in grado di rinnovarsi ogni anno. La sagoma della Champions, le note dell’inno risuonate nell’impianto del Mapei diventano così realtà, un sogno impensabile solo a marzo, quando la speranza per lo più era di strappare un posto in Europa, vista la concorrenza agguerrita delle milanesi, delle romane, di Torino e Fiorentina, tutte compatte ad inseguire i posti dietro a Juve e Napoli,

I GRANDI EROI – Di bergamasco in rosa non c’è più nulla, rispetto ad anni passati, in cui almeno un elemento della rosa parlava dialetto. Di bergamasco resta lo spirito e la grinta del presidente Percassi, di una tifoseria caldissima, di una  squadra che oltre a Bergamo, ha eletto pure il Mapei Stadium come seconda casa. Per il resto, il club si è costruito un’ossatura internazionale, con elementi di diversa nazionalità e caratura. Come non citare il tridente delle meraviglie? Lo sloveno Ilicic, vero motore della squadra, il fiuto del gol del bomber colombiano Duvan Zapata, giocatore straniero più pagato nella storia della società, ad un gol dai 24 di Pippo Inzaghi nel 1997,  e naturalmente il “Papu” Gomez,ormai leader dentro e fuori dal campo. E poi la difesa, con Palomino e Toloi, e poi Castagne, Gosens, i fari di centrocampo De Roon e Freuler, la conferma di Hateboer, in porta le prestazioni convincenti di Gollini hanno tolto il posto al totem Berisha. Senza escludere l’utilità nel finale di Pasalic, acquisto boom dell’estate, e gregari come Masiello, Mancini, Barrow  e l’argentino Rigoni, utile nella prima parte di stagione prima del suo rientro a dicembre allo Zenit. Una squadra che non a caso ha segnato 103 gol nella lunghissima stagione iniziata a metà luglio nel preliminare di Europa League, ed ha chiuso col miglior attacco della categoria (77 gol fatti), specializzandosi soprattutto in rimonte di svantaggi iniziali, che sono stati un po’ il marchio di fabbrica della squadra, dimostrando la propensione all’attacco e mostrando un gioco spettacolare e redditizio da parte di tutti.

IL CAMMINO VERSO LA GLORIA – La lunghissima stagione della Dea inizia già il 26 luglio 2018, con un 2-2 casalingo con i bosniaci del Sarajevo nel debutto nel preliminare estivo di Europa League: la squadra ha sognato l’approdo diretto ai gironi dopo la temporanea esclusione del Milan, ma poi ha dovuto giocare gli spareggi.. Tutti i giovedì di agosto vede la Dea impegnata negli spareggi, in cui il 2 arriva il clamoroso 8-0 del ritorno, record assoluto di vittoria esterna non solo per l’Atalanta, ma per un’italiana da quando esiste l’Europa League. Il 30 però, nell’ultimo giovedì, il cammino si interrompe in una serata danese, quando col Copenaghen il meccanismo s’inceppa, e dopo un doppio 0-0 i rigori sono fatali ed ai gironi di Europa League ci vanno i danesi. L’Atalanta sembra accusare il colpo anche in campionato: dopo una partenza sprint con un 4-0 al Frosinone a Roma con i giallorossi chiude il primo tempo sul 3-1, poi si fa rimontare, pareggiando 3-3. Da lì inizia un incredibile blackout: dalla terza giornata, il 2 settembre, all’ottava, il 7 ottobre, l’Atalanta raccoglie solo due pari, ed al termine del turno 8 è quart’ultima con 6 punti. La svolta dopo la sosta di ottobre, in cui l’Atalanta raccoglie 4 vittorie di fila a suon di reti, culminate dal 4-1 sull’Inter dell’11 novembre, in una gara in cui i meneghini sono letteralmente presi a pallate. La Dea è già risalita fino all’ottavo posto, poi dopo la sosta di novembre arriva un nuovo blackout, con le sconfitte ad Empoli (quando vinceva 2-0) ed in casa col Napoli.  dicembre riprende quota con i successi su Udinese (in cui Duvan Zapata si scatena segnando una tripletta) e Lazio, e sotto Natale si va  a corrente alternata, col tonfo in casa del Genoa, il pari in casa con la Juve e l’incredibile 6-2 in casa del Sassuolo nell’ultima dell’anno. Il girone d’andata è chiuso all’ottavo posto con 28 punti, una stagione fin quì altalenante, ma nulla che lasci presupporre ad un piazzamento addirittura per la Champions, anche se il quarto posto è solo a quattro punti.

Nel 2019 si parte con un piglio diverso: la cinquina di Frosinone con poker di Zapata, poi la rimontona sulla Roma in casa partendo da 0-3, poi l’impresa del 3-0 alla Juve in Coppa Italia, poi a febbraio altri due successi di misura su Cagliari e Spal, arrivando ad un punto dal quarto posto occupato dal Milan. Il 17 febbraio c’è lo scontro diretto  a Bergamo con i rossoneri: l’Atalanta sogna e passa in vantaggio, ma poi viene rimontata e battuta 3-1. Il turno dopo perde anche in casa del Torino, precipitando al sesto posto,  a -7 dalla  Champions, con la consapevolezza che ormai sia un’impresa cercare almeno un posticino in Europa dove capiti. Ma pochi sanno che quella gara di quel 24 febbraio, al turno numero 25, sarà l’ultima sconfitta in campionato dell’Atalanta, che da allora assesta una serie di colpi. Le vince quasi tutte, assestando solo un paio di colpi a vuoto in casa con Chievo ed Empoli. Brilla un 3-1 interno alla Fiorentina, un 2-1 a Napoli ed un 3-1 in casa Lazio, tutti partendo da 0-1. A fine aprile, col 2-0 all’Udinese, è quarta, staccando poi il Milan anche di 3 punti. Nel frattempo raggiunge la finale di Coppa Italia dopo 23 anni eliminando la Fiorentina prima di arrendersi all’atto conclusivo contro la Lazio, non senza polemiche. Emigra a Reggio Emilia per le ultime due di campionato, con lo stadio bergamasco che chiude per lavori di ristrutturazione: l’abbattimento della curva Pisani viene ripresa in un evento live. Resta solo il sogno Champions, e la trasferta in casa della Juve nella sera della festa bianconera: all’Atalanta basta non perdere, passa pure in vantaggio, poi si fa riprendere, ma dopo 10 anni si esce imbattuti in casa dei bianconeri, trovandosi pure terza grazie al tonfo dell’Inter a Napoli.  Prima dell’apoteosi di ieri: il brivido del vantaggio neroverde, ma poi la festa grande, che continuerà per tutta l’estate, fino a quel fatidico giorno di fine agosto, quando nell’urna della quarta fascia dei sorteggi di Champions uscirà il nome ATALANTA B.C.

L’EUROPA CHE SARA’ – E’ ancora presto per capire come potrà essere, in quanto i prelimnari estivi delineeranno il quadro definitivo. L’Atalanta, da debuttante, sarà nella quarta fascia (assieme a Lipsia e Lilla) dove teoricamente si rischiano accoppiamenti di ferro. Può finire in gironi in cui teste di serie sono Barcellona, Manchester City, PSG, Baayern o laa vincente di Champions. In seconda fascia può trovare una di Madrid, Real o Atletico, il Borussia Dortmund che evoca ricordi spiacevoli, o il Chelsea se dovesse perdere la finale di Europa League. In terza fascia ci sono Valencia , Benfica e Bayer Leverkusen. Non potendo finire nel girone con un’italiana, l’ideale sarebbe un girone con Zenit, Borussia D e Salisburgo. Girone con Bayern, Real e Benfica o con Barcellona, la perdente della finale di Champions e Leverkusen sarebbero più impegnativi, quasi proibitivi, ma metti l’appeal di una trasferta al Bernabeu, al Camp Nou o all’Allianz Arena?

Informazioni su diego80 (2352 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
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