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Lunari riflessioni

Cinquant’anni di Luna. E chi li ricorda? interessano a qualcuno? Non credo a molti, se ne parla se ne parla ma, sembra più che altro uno sforzo un poco patetico di propaganda per rilanciare entusiasmi alla corsa a nuove frontiere, entusiasmi velocemente esauritisi cinquant’anni fa nel breve volgere di due, tre forse cinque anni, con la fase topica dal 1967 al 1972 più o meno, poi la storia ha preso corsi diversi, finita la gara della Luna tra le due potenze di allora, la guerra fredda ha via via assunto gli aspetti più tetri con una corsa agli armamenti sempre più spinta che portò al logoramento e al crollo del sistema economico socialista; si aggiungano pure crisi petrolifere, terrorismi vari, recessione economica globale ecc.

Insomma
la bella favola dell’epopea lunare è stata dimenticata; ricorrenza
in tono minore fu quella del ventennale 1989 e poi stessa cosa i
successivi anniversari “a cifra tonda”: Dei tre eroi dell’Apollo
11 importava ormai poco o nulla a nessuno e se caso mai se ne parlava
era sempre per raccontare le cose già dette e ridette sui rischi
corsi durante l’allunaggio, il computer in tilt, il carburante agli
sgoccioli, il sangue freddo di Armstrong, il grande passo per
l’umanità…. solo che quel piccolo grande passo è rimasto
congelato per anni nella foto dell’impronta lunare dello scarpone,
ma poi sulla vecchia terra, i problemi sono continuati come sempre,
l’umanità ha mantenuto i suoi vecchi vizi, non ha tratto per nulla
giovamento morale, nessuna lezione educativa è arrivata alla nostra
civiltà dalla conquista della Luna.

Vada
pure per le ricadute sul progresso tecnologico, per i
microprocessori, per chissà quale altro aggeggio entrato ormai
nell’uso quotidiano, ma poi?

Viene
da pensare che abbia inciso di più la sperimentazione nel campo
militare e della difesa quanto a ricadute sulla vita civile che non
la conquista dello spazio, ma vogliamo pensare che non sia cosi, no
meglio non crederci, altrimenti vengono i brividi forse!

Semmai nel tempo è andato via via più di moda parlare di Marte, di come e quando arrivarci, dei costi, però con poca convinzione, tanto fumo e poco arrosto, prospezioni e ricerche attuate tramite sonde robotiche per trovare tracce di acqua solida o liquida, tracce di batteri forse, tracce di processi geologici che potessero almeno significare che un tempo c’era la vita… insomma mille e più curiosità per pochi addetti ai lavori del mondo della scienza e basta.

La
maggioranza dell’umanità se ne frega dei robot su Marte, delle foto
ad alta definizione, delle pietre dalla vaga sembianza umana che
scatenano suggestioni di civiltà aliene passate o presenti, no il
basso popolo vuole il sangue, vuole stare attaccato ad un video che
mandi la diretta di uno sbarco umano, vuole gustarsi la scommessa che
porti a giocare la vita di qualche temerario pronto al rischio di un
viaggio di mesi (e ce ne sarebbero tanti).

Poi
l’uomo è anche un animale alquanto bizzarro, è animato da uno
spirito di competizione senza pari, se il suo istinto lo chiama ad
una contesa col suo simile è pronto a spendersi fino all’esaurimento
pur di prevalere e di vincerla, ma lo stesso impulso e la stessa
energia non lo pervade se gli viene chiesto di collaborare con lo
stesso suo simile per una impresa che da solo non potrebbe
realizzare, no in tal caso tutto si stempera, a belle parole si
possono esternare i migliori propositi ma poi, tutto resta rimandato
a chissà quando: prova ne sia il fatto che l’impresa di Marte
ipotizzata un tempo per l’anno 1984 poi fu spostata all’anno 2000 e
poi più oltre ancora, ora siamo forse (ottimisticamente) al 2035.

Forse questo recalcitrare ha un suo senso: perchè mai rischiare la vita di persone in spedizioni interplanetarie, per conseguire quale risultato? La colonizzazione di un pianeta arido e privo di vita? A fini di ricerca scientifica bastano le sonde, costosissime sicuramente, ma sempre più performanti e sofisticate, per l’uomo c’è ancora tempo si vede!

Pier59

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