ULTIM'ORA

La cybercondria: malattia più dannosa di quelle reali

Da qualche giorno accusiamo mal di testa? Non andiamo di corpo in modo regolare? Qualche osso ci duole? Abbiamo un bruciore alle vie urinarie? Ci sanguina una gengiva?

Molti, piuttosto che affidarsi al parere di medici e specialisti, o anche dopo aver sentito il parere rassicurante di essi, preferiscono utilizzare l’autodiagnosi, affidandosi alla ricerca dei sintomi e delle possibili cause su Google. Il quale indirizza i pazienti verso siti di medicina che elencano una serie di disturbi e problematiche, che possono essere causati da patologie gravi, e che portano a pensare ai malcapitati di essere in realtà gravemente malati.

Ciò rende praticamente difficile anche il lavoro dei veri medici, quelli che prendono in cura i pazienti, spaventati da diagnosi trovate sul web che interferiscono in qualche modo col parere medico, rendendo la propria valutazione piuttosto inefficace. Cercare di sapere in anticipo quello che si ha, pur senza vere basi mediche per sapere cosa sia un carcinoma od un ischemia, senza essere mai stato realmente a contatto con chi soffre realmente di queste patologie gravissime, rende il lavoro medico una cosa quasi sottovalutata. Insomma, pur di evitare visite ed esami di routine, molti preferiscono cercarsi la cura da se, anche in modo compulsivo cercando su diversi siti, qualora un solo risultato di ricerca non fosse sufficiente, aumentando l’ansia se si sospetta di avere una malattia legata a quel sintomo che il cervellone ci ha appena restituito con i risultati.

Il nome di tale patologia è cybercondria (unione delle parole cybernetico ed ipocondria). Ovvero, secondo i ricercatori Microsoft Ryen White e Eric Horvitz “L’infondata escalation di preoccupazioni riguardo una sintomatologia comune, basata sulla risultati di ricerca e articoli trovati sul web.”

Insomma, carichiamo i risultati, e ciò che ne esce fa sempre pensare al peggio. Circa il 30% della popolazione italiana soffre di questo disturbo ossessivo, che porta a fare ricerche continue ed affannose su internet dei propri sintomi. Molti si impersonano nei sintomi riportati dai siti (in cui, nella maggior parte dei sintomi, come cause sono presenti i tumori), pur leggendo sintomi di altre persone, e da quì la credenza di essere irrimediabilmente malati, prima ancora di avere i referti di esami del sangue, radiografie, TAC, ecografie e risonanze magnetiche. I candidati di spicco, per le tentate diagnosi su web, sono i millennial. Tra i nati fra gli anni ’80 e il 2000, infatti, la percentuale di ricerche di cura o diagnosi, è del 36,9%.

Ciò si ignora che molti siti non sono affidabili e possono contenere errori: anche wikipedia, su ogni nozione medica, avverte che le informazioni potrebbero non essere accurate e non devono sostituire il parere medico. Insomma, inutile pensare di leggere sintomi vaghi e pensare di esserne colpiti in modo irrimediabile. Visite da dottori e specialisti e referti d’indagine radiologica e d’immagine sono le uniche che possono essere di vero aiuto per il paziente.

Informazioni su diego80 (2352 Articoli)
Nato a San Giovanni Bianco il 15/9/80,attualmente disoccupato,nutre una buona passione per la musica e il calcio,in particolare per la Juventus
Contatto: WebsiteFacebook

Rispondi

UA-76292238-1
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: