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Costruzione Macchine Speciali. 1969-2019 da 50 anni nel futuro.

«Diario del Capitano. Data astrale 5928.5». È
l’incipit che i fedelissimi di Star Trek, la più celebre serie televisiva di
fantascienza, hanno ascoltato per l’ultimo episodio, trasmesso dalla NBC nel
1969.

Dopo l’ultimo episodio di Star Trek quell’anno accaddero una
serie di eventi che cambiarono letteralmente il mondo – l’uomo sbarcò sulla
Luna, il 15 agosto si tenne il leggendario concerto di Woodstock, nei
laboratori di Stanford uno studente effettuò il primo collegamento remoto tra
due computer.

La nascita.

In quell’anno quindi il mondo sembrava proiettato verso un futuro che si poteva toccare quasi con le mani. In quell’anno, in provincia di Bergamo, in valle Brembana in particolare, un signore rivoluzionò il mondo della lavorazione del legno. Pietro Aceti classe 1940, nato a Bolgare ma trapiantato per lavoro e per amore a Brembilla, brillante studente alle scuole serali fondò insieme all’amico Franchino Pesenti la CMS Costruzione Macchine Speciali.

Partiti come tanti da un garage, forse nemmeno i due fondatori si resero conto che dalle loro intuizioni e dalla genialità di alcune loro soluzioni tecniche sarebbero nate macchine davvero speciali e, per certi versi, uniche. Aceti prima di fondare la CMS lavorò e collaborò presso alcuni imprenditori della val Brembilla (Genini e Arditi) e qui affinò la sua preparazione tecnica e la sua ingegnosità.

Le prime macchine.

Originariamente fondata in via G. Carminati a Brembilla Aceti e Pesenti sbaragliarono il mercato dei macchinari per la produzione automatica di anelli e accessori per tendaggi. Presentarono una macchina che, prima nel panorama mondiale, consentiva la lavorazione in maniera del tutto automatizzata di anelli in legno senza bisogno di riprese manuali e con l’ausilio di un caricatore, manco a dirlo automatico. La maniacale attenzione ai bisogni dei clienti e la propensione innata dei fondatori ad implementare soluzioni tecniche nuove e a percorrere strade mai tentate prima consentì alla CMS di entare in maniera dirompente nel mercato dei macchinari per la lavorazione del legno.

Medio Ariete. Anni '70
Modello Medio Ariete anni ’70

Sono gli anni ’70, il mercato cresce – l’azienda assume personale, principalmente ragazzi giovani della valle, volenterosi e pronti a farsi affascinare da un mestiere che si impara e si definisce giorno per giorno e dal carisma di Aceti. Ciascuno deve metterci il proprio contributo, la propria esperienza , perché già 50 anni fa ogni macchina che esce dall’officina CMS è diversa dalla precedente.

La prima macchina a controllo numerico

Dopo una serie di brevetti destinati a migliorare
ulteriormente i prodotti già esistenti Aceti intuisce che è necessario cambiare
strada nuovamente e portare con decisione la CMS nel futuro. I sistemi fino ad
allora utilizzati sulle macchine per il legno, basati su accorgimenti
meccanici, camme e primitivi impianti elettrici non consentivano di esprimere
tutta la creatività e implementare tutte le soluzioni nelle menti dei clienti
CMS. Per questo dopo numerosi tentativi, fallimenti, affinamenti e revisioni
nel 1974 uscì dall’officina CMS il primo centro di fresatura a controllo
numerico Siemens mai applicato prima su di una macchina destinata alla
lavorazione del legno.

Fu davvero una rivoluzione, il primo cliente fu la zognese Minelli che nel corso degli anni acquistò altre decine di macchinari da Aceti e Pesenti. Durante le fiere a metà degli anni ’70 clienti e concorrenti guardavano con ammirata meraviglia quei macchinari dall’inconfondibile colore verdone che dopo essersi letteralmente mangiati degli spessi pacchetti di schede perforate erano in grado, con movimenti sinuosi e da gatto, di tagliare senza scheggiare alti spessori delle essenze più dure eseguendo geometrie complicatissime.

L’espansione.

Dopo Minelli una serie interminabile di clienti italiani e stranieri hanno fatto visita alle officine di CMS per acquistare una di quelle meraviglie. Inizialmente, addirittura, non c’era nemmeno un vero e proprio servizio commerciale capillare. Non ce n’era bisogno, sostenzialmente quelle macchine davvero speciali si vendevano da sole.

L’idea di costruire macchine robuste, affidabili ma anche
flessibili e programmabili era ovviamente vincente e trasversale a diversi
settori oltre al legno. La CMS si spinse allora ad esplorare altri mercati, uno
di questi fu da subito quello della produzione degli occhiali. CMS strinse un
accordo di esclusiva con un grande produttore di occhiali dell’Agordino. Si
racconta che nel 1990, ad una settimana dalla scadenza dell’accordo,  Leonardo Del Vecchio, patron di Luxottica, si
presentò senza preavviso negli uffici della CMS e consegnò nelle mani di Pietro
Aceti un assegno da 11 miliardi di Lire per la fornitura di un primo lotto di
macchine modello Monoposto e Triposto a cui ne sarebbero seguiti altri.

Diversificare per crescere.

Negli anni ’80 CMS entrò nel settore dei macchinari per il taglio e la lavorazione della pietra acquisendo la Brembana Macchine e successivamente in quello della plastica costruendo le prime macchine a 5assi per il taglio di termoformati. L’azienda, a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, si diete una struttura organizzativa all’avanguardia per l’epoca con filiali negli Usa, in Francia, Germania, ex Jugoslavia ed una rete commerciale che copriva sostanzialmente tutto il mondo. A metà degli anni ’80 Aceti ebbe l’ennesima intuizione – creò una software house interna a CMS che nel giro di pochissimi anni fu in grado di sviluppare un sistema CAD-Cam interno per la programmazione di centri di lavoro a 3, 4 e 5 assi.

Nel 1995 durante la visita in Italia di Michail
Gorbaciov,l’ex presidente URSS fece visita alle officine CMS che da anni si
erano trasferite a Zogno.

La crisi ed il rilancio.

All’inizio degli anni 2000 il mercato del legno segna il passo ormai da qualche anno, CMS è costretta per la prima volta a diversi licenziamenti, Aceti capisce che l’azienda deve diversificare ulteriormente i suoi prodotti ed ha bisogno di nuovi partner per affrontare la concorrenza che nel frattempo si è fatta sempre più agguerrita. Cede quindi nel 2002 la maggioranza delle azioni dell’azienda alla SCM di Rimini rimanendo però insieme ai figli Marco, Stefano, Paolo e Luca a dirigere il gruppo con base a Zogno.

Aceti, galantuomo riservato, è animato da un puro e sano appetito per le sfide nuove, soprattutto se ardite. Nel giro di qualche anno, insieme ai tre figli,tecnici e maestranze di prim’ordine riconverte l’azienda producendo macchinari per la lavorazione di materiali avanzati, metallo e vetro. La CMS diventa così fornitore di fresatrici a 5 assi su misura per i principali team di F1, di importanti costruttori del settore aerospaziale Boeing, Airbus,Antonov, SpaceX tra gli altri.

L’azienda brembana brevetta anche un processo nuovo per l’alleggerimento
delle lamiere degli aeromobili, fino a prima basato su bagni chimici
costosissimi e molto inquinanti dal punto di vista ambientale.

CMS decolla un’altra volta ancora ed acquisisce altre aziende specializzate in macchinari per la lavorazione del legno, primo amore di Aceti e, nella lavorazione a getto d’acqua. Nel frattempo l’azienda si è ingrandita enormemente e, per la continua fame di nuovi spazi produttivi, si è trasferita in parte a Levate mentre la sede centrale rimane stabilmente piantata a Zogno.

Nuovo polo produttivo presso ex Area Falk a Zogno

La famiglia Aceti matura da tempo il sogno di riunire ancora tutto il gruppo in valle Brembana, terra da cui è nata CMS, terra da cui CMS ha avuto tanto. E così nel 2014 inaugura il nuovo stabilimento di Zogno, grande, moderno e che consente di concentrare tutte le attività in un unico polo produttivo. Purtroppo, dopo una breve malattia, viene a mancare Pietro Aceti. Il colpo è duro, il controllo dell’azienda passa completamente nelle mani del gruppo SCM che, fin da subito, dimostra di voler proseguire nel solco straordinario lasciato dal fondatore e, con forti investimenti, acquista e riqualifica l’area dell’ex manifattura valle Brembana di Zogno.

Da 50 anni nel futuro.

Dal 1969 ad oggi CMS ha prodotto circa 10.000 macchine speciali. Queste macchine sono speciali per centinaia di falegnamerie bergamasche, brianzole, venete e piemontesi che se le contendono ancora sul mercato dell’usato anche se hanno 20-25 anni. Sono speciali e sono un esempio dell’operosità bergamasca per centinaia di piccoli marmisti che si chiedono ammirati a distanza anche di vent’anni e più come una macchina che lavora immersa in acqua, fanghi e polvere possa continuare a lavorare ore ed ore al giorno senza cedimenti per anni. Sono incredibilmente speciali i grandi gruppi stranieri che apprezzano da anni la capacità di questa azienda di ascoltare le loro esigenze ed i loro desideri, a volte particolarissimi, e di renderli realtà.

La CMS è speciale per l’azienda Minelli di Zogno che dopo 40 anni di lavoro ininterrotto nel 2014 ha riconsegnato a CMS l’esemplare n.1 costruito nel 1974, come segno di gratitudine e riconoscenza nei confronti dell’uomo geniale e dalla grande ricchezza d’animo che creò questo sogno 50 anni fa.

Costruzione Macchine Speciali è stata un’intuizione dietro l’altra. L’idea illuminante non chiede il permesso. Arriva in qualsiasi momento, anche in un posto inusuale per un business di successo, per esempio in un garage. Forse il segreto è stata l’incrollabile fedeltà ad un sogno e, da 50 anni, la fiducia nel futuro.

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